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Romanzo - Feltrinelli Editore
Incipit e finale
"Cathia ha il più bel culo d'Europa." Il rosso graffito splende
in tutta la sua sfacciataggine su una colonna del ponte di Corso
Francia. Vicino, un'aquila reale, scolpita tanto tempo fa, ha
sicuramente visto il colpevole, ma non parlerà mai. Poco più sotto,
come un piccolo aquilott protetto dai rapaci artigli di marmo, c'è
seduto lui. Capelli corti, quasi a spazzola, sfumatura dietro il
collo come quella di un marine, un giubbotto Levi's chiaro. Il
colletto tirato su, una Marlboro in bocca, i Ray-Ban agli occhi. Ha
un'aria da duro, anche se non ne ha bisogno. Un sorriso bellissimo,
ma sono pochi quelli che hanno avuto la fortuna di apprezzarlo.
...
"Mamma, ho fame!" "Prima cambiati il costume e poi ti do la
pizza." Allora sua madre lo avvolge con un grosso asciugamano.
Glielo tiene sulle spalle sorridendo. Lui si sfila ubbidiente il
costume. Poi, timoroso di restare nudo, si infila subito quello
asciutto. Cerca di non sporcarlo con la sabbia bagnata e più
scura che è lì sulle sue caviglie. Non ci riesce. Sorride
ugualmente. Sua madre lo bacia. Ha delle labbra morbide e calde e un
profumo di sole e di crema. Step corre via felice, con il suo pezzo
di pizza bianca in mano. Morbido, ancora caldo, con il bordo
croccante, proprio come piace a lui. Piano piano la moto inizia a
curvare. È ora di tornare a casa. È ora di ricominciare, lentamente,
senza strappi al motore. Senza troppi pensieri. Con un'unica
domanda. Tornerò mai lassù, in quel posto così difficile da
raggiungere. Lì, dove tutto sembra più bello. E nello stesso istante
in cui se lo chiede, purtroppo, sa già la risposta.

Locandina del film "Tre metri
sopra il cielo" (2004) di Luca
Lucini
Con Katy Louise Saunders, Mauro Meconi, Maria Chiara
Augenti, Riccardo Scamarcio, Giulia Gorietti, Ivan Bacchi, Claudio
Bigagli, Galatea Ranzi.
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Romanzo - Feltrinelli Editore
Incipit e finale
"Voglio morire." Questo è quello che ho pensato quando sono
partito. Quando ho preso l'aereo, appena due anni fa. Volevo farla
finita. Sì, un semplice incidente era la cosa migliore. Perché
nessuno avesse colpe, perché io non dovessi vergognarmene, perché
nessuno cercasse un perché... Mi ricordo che l'aereo ha ballato per
tutto il viaggio. C'era un temporale e tutti erano tesi e
spaventati. Io no. Io ero l'unico a sorridere. Quando stai male,
quando vedi nero, quando non hai futuro, quando non hai niente da
perdere, quando... ogni istante è un peso. Immenso. Insostenibile. E
sbuffi in continuazione. E vorresti in tutti i modi liberartene. In
qualsiasi modo. Nel più semplice, nel più vigliacco, senza rimandare
a domani di nuovo questo pensiero: lei non c'è. Non c'è più. E
allora, semplicemente, vorresti non esserci più anche tu. Sparire. Puff. Senza troppi problemi, senza dare fastidio. Senza che qualcuno
si preoccupi di dire: "Oh, ma hai saputo? sì, proprio lui... Non sai
che fine ha fatto...".
...
Quando salgo sulla moto ormai è il tramonto. E proprio in quel
momento la vedo tornare. Gin. Con la sua guida veloce, così come è
lei. Segue la curva con la testa, canticchia la canzone che sta
ascoltando in quel momento. Chissà qual è. Ma sembra di nuovo
allegra. Come sempre. Come l'avevo lasciata. Bella del suo sorriso,
della vita che ha, dei sogni che rincorre, dei limiti che non
conosce. Libera. Libera da tutto quello che non le interessa e anche
di più. E allora mi allontano così, vedendola stupita, mentre
sorride. E sono felice. Come non ero da tanto... Colpevole solo di
quella scritta. Immensa. Su tutto il suo palazzo di fronte.
Splendida, diretta, vera. E ora non ho più dubbi. Non ho rimorsi,
non ho più ombre, non ho peccato, non ho più passato. Ho solo una
gran voglia di ricominciare. E di essere felice. Con te Gin. Sono
sicuro. Sì, è proprio così. Vedi, l'ho anche scritto. Ho voglia di
te.

Locandina del film "Ho voglia di te"
(2007) di Luis Prieto
Con Riccardo Scamarcio, Laura
Chiatti, Katy Louise Saunders, Filippo Nigro, Susy Laude, Giulia
Elettra Gorietti, Ivan Bacchi, Luigi Petrucci, Caterina Vertova,
Claudio Bigagli, Galatea Ranzi.
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interessanti:
Romanzo - Rizzoli
Incipit
Notte. Notte incantata. Notte
dolorosa. Notte folle, magica e pazza. E poi ancora notte. Notte che
sembra non passare mai. Notte che invece a volte passa troppo in
fretta. Queste sono le mie amiche, cavoli…Forti. Sono forti. Forti
come Onde . Che non si fermano, Il problema sarà quando una di noi
si innamorerà sul serio di un uomo. "Ehi, aspettate ci sono
anch'io!" Niki le guarda, una dopo l'altra. Sono a via dei Giuochi
Istmici. Hanno la miniauto Aixam con gli sportelli aperti e, con la
musica a palla, improvvisano una sfilata di moda. "E dai, vieni
allora!" Olly cammina come una pazza su e giù per la strada. Volume
al massimo e occhiali a fascia. Sembra Paris Hilton. Un cane abbaia
a distanza. Arriva Erica, grande organizzatrice. Prende quattro
bottiglie di Corona. Appoggia i tappi sul bordo di una ringhiera e,
dando dei cazzotti, li fa saltare via uno dopo l'altro. Tira fuori
un limone dallo zainetto e lo taglia. "Ehi, Erica, ma quel coltello,
se ti beccano, è mano di quattro dita?…"
...

Poster del film di Federico Moccia "Scusa ma ti
chiamo amore" con Raoul Bova e Michela Quattrociocche
Romanzo - Rizzoli
Incipit
Primi giorni di scuola

Sto guidando. Passo in via dei Giuochi Istmici, vicino al Liceo
Scientifico. Auto, moto, colori, traffico di una città all’ora di
pranzo. Alcuni studenti stanno camminando coi loro zaini non troppo
pieni sulle spalle. Chissà se anche Niki, Erica, Olly e Diletta
hanno zaini simili. Chissà se in questo momento stanno uscendo da
scuola o se, per qualche assemblea, sono già fuori da un po’. Fa
caldo oggi. Una di quelle mattine di aprile in cui stai a maniche
corte e pantaloncini. Un anticipo d’estate. E provo a immaginare...
Quattro ragazze stanno sfilando divertite su un marciapiede di Roma,
il marciapiede di via dei Giuochi Istmici. E si atteggiano a
modelle. Sì, una più sfacciata, le altre la guardano e ridono. Le
vedo, ora, qui, buffe e un po’ esagerate. Le vedo bere quattro
bottiglie di Corona con la fetta di limone infilata nel collo di
vetro. Le ascolto parlare. Le lega qualcosa di forte. Si capisce
subito. È la prima scena di Scusa ma ti chiamo amore. Ma voglio
capirne di più. E allora vado indietro. Più indietro, nel tempo.
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