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Federico Moccia

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Federico Moccia

 

Federico Moccia: i Romanzi

 

Lo scrittore romano Federico Moccia

 

Federico Moccia è nato a Roma nel 1963

figlio di Giuseppe Moccia, meglio conosciuto con il nome di Pipolo, sceneggiatore cinematografico famoso in coppia con Castellano, è uno scrittore italiano autore di romanzi di successo diventati un vero e proprio cult tra i giovanissimi .

Lavora per il cinema come sceneggiatore e per la televisione come autore di testi per grosse produzioni dell'area intrattenimento.

Nel 1992 ha scritto il suo primo libro romanzo "Tre metri sopra il cielo", dal quale è stato tratto un film nel 2004. Federico Moccia non trovò subito una casa editrice disposta a pubblicare il suo romanzo d'esordio fin quando la Feltrinelli decise di pubblicarlo, ma con una tiratura di poche copie. In poco tempo le copie andarono esaurite e cominciarono ad essere fotocopiate dai giovani lettori che si appassionavano sempre di piu. Notando l'enorme successo, la Feltrinelli propose all'autore una nuova edizione che vide la luce nel 2004.

Federico Moccia, con il libro Tre metri sopra il cielo, ha vinto il Premio Torre di Castruccio, sezione Narrativa 2004 e il Premio Insula Romana, sezione Giovani Adulti 2004. Il romanzo è stato venduto in tutti i paesi d'Europa e persino in Giappone e Brasile.

Nel 2006 esce il suo secondo romanzo "Ho voglia di te" (Feltrinelli), da cui viene tratto l'omonimo film l'anno seguente, e nel 2007 "Scusa ma ti chiamo amore" edito da Rizzoli.

 

Fonte:

Wikipedia l'Enciclopedia libera - link permanente

 

 

 

Bibliografia:

1992 - Tre metri sopra il cielo (incipit e finale)

2006 - Ho voglia di te (incipit e finale)

2007 - Scusa ma ti chiamo amore (incipit)

2007 - Cercasi Niki disperatamente (incipit)

2007 - La passeggiata (incipit)

 

 

 

Links:

 

 

 

Tre Metri Sopra il Cielo

Romanzo - Feltrinelli Editore

Incipit e finale

"Cathia ha il più bel culo d'Europa." Il rosso graffito splende in tutta la sua sfacciataggine su una colonna del ponte di Corso Francia. Vicino, un'aquila reale, scolpita tanto tempo fa, ha sicuramente visto il colpevole, ma non parlerà mai. Poco più sotto, come un piccolo aquilott protetto dai rapaci artigli di marmo, c'è seduto lui. Capelli corti, quasi a spazzola, sfumatura dietro il collo come quella di un marine, un giubbotto Levi'sCopertina di "Tre metri sopra il cielo" ed. Feltrinelli chiaro. Il colletto tirato su, una Marlboro in bocca, i Ray-Ban agli occhi. Ha un'aria da duro, anche se non ne ha bisogno. Un sorriso bellissimo, ma sono pochi quelli che hanno avuto la fortuna di apprezzarlo.

...

"Mamma, ho fame!" "Prima cambiati il costume e poi ti do la pizza." Allora sua madre lo avvolge con un grosso asciugamano. Glielo tiene sulle spalle sorridendo. Lui si sfila ubbidiente il costume. Poi, timoroso di restare nudo, si infila subito quello asciutto. Cerca di non sporcarlo con la sabbia bagnata e più scura che è lì sulle sue caviglie. Non ci riesce. Sorride ugualmente. Sua madre lo bacia. Ha delle labbra morbide e calde e un profumo di sole e di crema. Step corre via felice, con il suo pezzo di pizza bianca in mano. Morbido, ancora caldo, con il bordo croccante, proprio come piace a lui. Piano piano la moto inizia a curvare. È ora di tornare a casa. È ora di ricominciare, lentamente, senza strappi al motore. Senza troppi pensieri. Con un'unica domanda. Tornerò mai lassù, in quel posto così difficile da raggiungere. Lì, dove tutto sembra più bello. E nello stesso istante in cui se lo chiede, purtroppo, sa già la risposta.

 

Locandina del film "Tre metri sopra il cielo" 2004

Locandina del film "Tre metri sopra il cielo" (2004) di Luca Lucini

Con Katy Louise Saunders, Mauro Meconi, Maria Chiara Augenti, Riccardo Scamarcio, Giulia Gorietti, Ivan Bacchi, Claudio Bigagli, Galatea Ranzi.

 

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Ho Voglia di Te

Romanzo - Feltrinelli Editore

Incipit e finale

Copertina di "Ho voglia di te";  Ed. Feltrinelli"Voglio morire." Questo è quello che ho pensato quando sono partito. Quando ho preso l'aereo, appena due anni fa. Volevo farla finita. Sì, un semplice incidente era la cosa migliore. Perché nessuno avesse colpe, perché io non dovessi vergognarmene, perché nessuno cercasse un perché... Mi ricordo che l'aereo ha ballato per tutto il viaggio. C'era un temporale e tutti erano tesi e spaventati. Io no. Io ero l'unico a sorridere. Quando stai male, quando vedi nero, quando non hai futuro, quando non hai niente da perdere, quando... ogni istante è un peso. Immenso. Insostenibile. E sbuffi in continuazione. E vorresti in tutti i modi liberartene. In qualsiasi modo. Nel più semplice, nel più vigliacco, senza rimandare a domani di nuovo questo pensiero: lei non c'è. Non c'è più. E allora, semplicemente, vorresti non esserci più anche tu. Sparire. Puff. Senza troppi problemi, senza dare fastidio. Senza che qualcuno si preoccupi di dire: "Oh, ma hai saputo? sì, proprio lui... Non sai che fine ha fatto...".

...

Quando salgo sulla moto ormai è il tramonto. E proprio in quel momento la vedo tornare. Gin. Con la sua guida veloce, così come è lei. Segue la curva con la testa, canticchia la canzone che sta ascoltando in quel momento. Chissà qual è. Ma sembra di nuovo allegra. Come sempre. Come l'avevo lasciata. Bella del suo sorriso, della vita che ha, dei sogni che rincorre, dei limiti che non conosce. Libera. Libera da tutto quello che non le interessa e anche di più. E allora mi allontano così, vedendola stupita, mentre sorride. E sono felice. Come non ero da tanto... Colpevole solo di quella scritta. Immensa. Su tutto il suo palazzo di fronte. Splendida, diretta, vera. E ora non ho più dubbi. Non ho rimorsi, non ho più ombre, non ho peccato, non ho più passato. Ho solo una gran voglia di ricominciare. E di essere felice. Con te Gin. Sono sicuro. Sì, è proprio così. Vedi, l'ho anche scritto. Ho voglia di te.

 

Locandina del film "Ho voglia di te" (2007) con Riccardo Scamarcio

Locandina del film "Ho voglia di te" (2007) di Luis Prieto

Con Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Katy Louise Saunders, Filippo Nigro, Susy Laude, Giulia Elettra Gorietti, Ivan Bacchi, Luigi Petrucci, Caterina Vertova, Claudio Bigagli, Galatea Ranzi.

 

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Scusa ma ti chiamo amore

Romanzo - Rizzoli

Incipit

Notte. Notte incantata. NotteCopertina di "Scusami ma ti chiamo amore". Ed. Rizzoli dolorosa. Notte folle, magica e pazza. E poi ancora notte. Notte che sembra non passare mai. Notte che invece a volte passa troppo in fretta. Queste sono le mie amiche, cavoli…Forti. Sono forti. Forti come Onde . Che non si fermano, Il problema sarà quando una di noi si innamorerà sul serio di un uomo. "Ehi, aspettate ci sono anch'io!" Niki le guarda, una dopo l'altra. Sono a via dei Giuochi Istmici. Hanno la miniauto Aixam con gli sportelli aperti e, con la musica a palla, improvvisano una sfilata di moda. "E dai, vieni allora!" Olly cammina come una pazza su e giù per la strada. Volume al massimo e occhiali a fascia. Sembra Paris Hilton. Un cane abbaia a distanza. Arriva Erica, grande organizzatrice. Prende quattro bottiglie di Corona. Appoggia i tappi sul bordo di una ringhiera e, dando dei cazzotti, li fa saltare via uno dopo l'altro. Tira fuori un limone dallo zainetto e lo taglia. "Ehi, Erica, ma quel coltello, se ti beccano, è mano di quattro dita?…"

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Poster del film di Federico Moccia "Scusa ma ti chiamo amore" con Raoul Bova e Michela Quattrociocche

Poster del film di Federico Moccia "Scusa ma ti chiamo amore" con Raoul Bova e Michela Quattrociocche

 

 

Cercasi Niki disperatamente

Romanzo - Rizzoli

Incipit

Primi giorni di scuola Copertina del libro "Cercasi Niki disperatamente"

Sto guidando. Passo in via dei Giuochi Istmici, vicino al Liceo Scientifico. Auto, moto, colori, traffico di una città all’ora di pranzo. Alcuni studenti stanno camminando coi loro zaini non troppo pieni sulle spalle. Chissà se anche Niki, Erica, Olly e Diletta hanno zaini simili. Chissà se in questo momento stanno uscendo da scuola o se, per qualche assemblea, sono già fuori da un po’. Fa caldo oggi. Una di quelle mattine di aprile in cui stai a maniche corte e pantaloncini. Un anticipo d’estate. E provo a immaginare... Quattro ragazze stanno sfilando divertite su un marciapiede di Roma, il marciapiede di via dei Giuochi Istmici. E si atteggiano a modelle. Sì, una più sfacciata, le altre la guardano e ridono. Le vedo, ora, qui, buffe e un po’ esagerate. Le vedo bere quattro bottiglie di Corona con la fetta di limone infilata nel collo di vetro. Le ascolto parlare. Le lega qualcosa di forte. Si capisce subito. È la prima scena di Scusa ma ti chiamo amore. Ma voglio capirne di più. E allora vado indietro. Più indietro, nel tempo.

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