Qui sotto sono elencate le più famose raccolte di fiabe, cliccando
sul collegamento sarete rimandati ad alcune delle fiabe che ne fanno
parte e da qui all'incipit.
Indice:
Fiabe (Eventyr,
fortalte for Børn)
(1835-1872) di Hans Christian Andersen
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Fiabe del Focolare ovvero
Fiabe per bambini e famiglie (Kinder und Hausmärchen, 1812-1814) di
Jacob Grimm e Wilhelm Grimm ovvero i Fratelli
Grimm
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Le novelle della nonna (Fiabe fantastiche) di
Emma Perodi (Firenze, 1850 - Palermo,
1915)
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Storie o racconti del tempo che fu
(Histoires ou contes du temps passé avec des moralités) ovvero I
Racconti di Mamma Oca (Les contes de ma mère l'Oye, 1697)
di Charles Perrault nella traduzione di Carlo Collodi
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Racconti delle fate
di Marie-Chaterine d'Aulnoy nella traduzione di Carlo Collodi
-
Emporio dei
bambini (1757) di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont nella
traduzione di Carlo Collodi
-
Fiabe di Luigi Capuana
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Fiabe norvegesi di Peter Christen Asbjørnsen e Jørgen Moe
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Fiabe italiane di Italo Calvino
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Fiabe irlandesi di William Butler Yeats
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Racconti di fate e tradizioni irlandesi (Fairy Legends
and Traditions of the South of Ireland) (1825) di Thomas Crofton
Croker (Cork, Irlanda, 15 gennaio 1798 - 8 agosto 1854)
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Fiabe del Kordofan (Märchen aus Kordofan) di Leo
Frobenius (Brema, 1873 - Biganzolo, Verbania, 1938)
Hans Christian Andersen (Nato il 2 aprile 1805 a Odense, in
Fionia, Danimarca; morì il 4
agosto 1875 nella casa chiamata Rolighed nei pressi di Copenaghen)
Fiabe
Un-due, un-due! Un soldato avanzava marciando per la strada maestra.
Aveva lo zaino sulla schiena e una sciabola al fianco, perchè era stato
in guerra, e ora tornava a casa. Sulla strada maestra incontrò una
vecchia strega: come era ripugnante, col labbro inferiore che le
giungeva sino al petto!
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C'era una volta un principe che voleva sposare una principessa, ma
doveva essere una vera principessa.
...
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Lontano, in alto mare, l'acqua è azzurra come petali di bellissimi
fiordalisi e trasparente come cristallo purissimo, ma è molto profonda,
così profonda che un'anfora non potrebbe mai toccarne il fondo, e
bisognerebbe mettere uno sopra l'altro molti campanili prima di arrivare
alla superficie. Laggiù abitano le genti del mare.
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Molti anni fa viveva un imperatore, il quale amava tano possedere
abiti nuovi e belli, che spendeva tutti i suoi soldi per abbigliarsi con
la massima eleganza.
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C'erano una volta venticinque soldatini di stagno, che erano tutti
fratelli, perchè nati dallo stesso vecchio cucchiaio di stagno. Avevano
tutti il fucile in ispalla, il viso dritto in avanti e l'uniforme rossa
e turchina. Com'erano belli!
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C'era una volta un ago da rammendo, di sentimenti così delicati che
credeva d'essere un ago da ricamo. Fate attenzione a quel che
portate! disse l'ago da rammendo alle dita, che lo avevano preso
dalla scatola, non mi perdete! se cado sul pavimento non sarete più
capaci di ritrovarmi, son così sottile!
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Fratelli Grimm: Jacob Ludwig Karl
(Hanau 1785 - Berlino 1863); Wilhelm Karl Grimm
(1786 - 1859)
Le Fiabe del focolare:
Nei tempi antichi, quando desiderare serviva ancora a qualcosa, c'era
un re, le cui figlie eran tutte belle, ma la più giovane era così
bella che perfino il sole, che pure ha visto tante cose, sempre si
meravigliava, quando le brillava in volto.
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Davanti a un gran bosco abitava un povero taglialegna con sua moglie
e i suoi due bambini; il maschietto si chiamava Hänsel e la bambina
Gretel.
...
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La moglie di un ricco si ammalò e, quando sentì avvicinarsi la
fine, chiamò al capezzale la sua unica figlioletta e le disse: - Bimba
mia, sii sempre docile e buona, così il buon Dio ti aiuterà e io ti
guarderò dal Cielo e ti sarò vicina -.
...
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C'era una volta una ragazzina; solo a vederla le volevan tutti bene,
e specialmente la nonna, che non sapeva cosa regalarle. Una volta le
regalò un cappuccetto di velluto rosso, e, poichè le donava tanto
ch'essa non volle più portare altro, la chiamarono sempre Cappuccetto
Rosso.
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Un uomo aveva un asino, che per molti anni aveva assiduamente portato
i sacchi di farina al mulino; ma ora le forze lo abbandonavano e di
giorno in giorno era meno atto al lavoro. Allora il padrone pensò di
toglierlo di mezzo; ma l'asino s'accorse che non spirava buon vento,
scappò e prese la via di Brema:...
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C'era una volta un povero contadino, che una sera stava seduto presso
il focolare e attizzava il fuoco, mentre sua moglie filava. Disse: -
Com'è triste non aver bambini! E' così silenziosa casa nostra! E dagli
altri c'è tanto baccano e tanta allegria! - Sì, - rispose la donna
sospirando, - anche se fosse uno solo, sia pur piccolissimo, non più
grosso di un pollice, sarei già contenta; e gli vorremmo un gran bene -
.
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Una volta, nel cuor dell'inverno, mentre i fiocchi di neve cadevano
dal cielo come piume, una regina cuciva, seduta accanto a una finestra
dalla cornice d'ebano. E così, cucendo e alzando gli occhi per guardar
la neve, si punse un dito, e caddero nella neve tre gocce di sangue. Il
rosso era così bello su quel candore, ch'ella pensò: "Avessi una
bambina bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri
come il legno della finestra!"
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C'era una volta un re, che aveva tre figli: due erano accorti e
giudiziosi, ma il terzo parlava poco, era ingenuo, e lo chiamavano
solanto il Grullo. Quando i re diventò vecchio e debole e pensò alla
sua fine, non sapeva quale dei figli dovesse succedergli nel regno.
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C'era una volta un giovanotto, che s'arruolò come soldato, si
comportò da valoroso ed era sempre il primo quando piovevan pallottole.
Finché durò la guerra, tutto andò bene, ma, conclusa la pace, egli fu
congedato e il capitano gli disse che se n'andasse pure dove voleva.
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Emma Perodi (Firenze, 1850 - Palermo, 1915)
Le novelle della nonna (Fiabe fantastiche):
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Lo scettro del re Salomone e la corona della regina di Saba
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L'ombra del Sire di Narbona
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La calza della Befana
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Il Romito dell'Alpe di Catenaia
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Il teschio di Amalziabene
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La matrigna di Lavella
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La sorte di Biancospina
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La pastorella del Pian del Prete
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Il barbagianni del Diavolo
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I Nani di Castagnaio
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Il lupo mannaro
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Il Diavolo e il Romito
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Il velo della Madonna
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La sorte della famiglia Marcucci
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Charles Perrault
Storie o racconti del tempo che fu (Histoires ou contes du
temps passé avec des moralités) ovvero I Racconti di Mamma Oca
(Les contes de ma mère l'Oye, 1697) nella traduzione di Carlo Collodi:
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C'era una volta un uomo, il quale aveva palazzi e ville principesche,
e piatterie d'oro e d'argento, e mobilia di lusso ricamata, e acrrozze
tutte dorate di dentro e di fuori. Ma quest'uomo, per sua disgrazia,
aveva la barba blu:...
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C'era una volta un Re e una Regina che erano disperati di non aver
figliuoli, ma tano disperati, da non potersi dir quanto. Andavano tutti
gli anni ai bagni, ora qui ora là: voti, pellegrinaggi; vollero
provarle tutte: ma nulla giovava . Alla fine la Regina rimase incinta, e
partorì una bambina.
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C'era una volta un gentiluomo, il quale aveva sposata in seconde
nozze una donna così piena di albagia e d'arroganza, da non darsi
l'eguale. Ella aveva due figlie dello stesso carattere del suo, e che la
somigliavano come due gocce d'acqua. Anche il marito aveva una figlia,
ma di una dolcezza e di una bontà da non farsene un'idea; e in questo
tirava dalla sua mamma, la quale era stata la più buona donna del
mondo.
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C'era una volta un Re così potente, così ben voluto da' suoi popoli
e così rispettato dai suoi vicini e alleati, che poteva dirsi il più
felice di tutti i monarchi della terra. Fra le sue tante fortune, c'era
anche quella di avere scelta per compagna una Principessa, bella quanto
vistuosa: e questi avventurati sposi vivevano come due anime in un
nocciolo.
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Un mugnaio, venuto a morte, non lasciò altri beni ai suoi tre
figlioli che aveva, se non il suo mulino, il suo asino e il suo gatto.
Così le divisioni furono presto fatte: né ci fu bisogno dell'avvocato
e del notaro; i quali, com'è naturale, si sarebbero mangiata in un
boccone tutt'intera la piccola eredità. Il maggiore ebbe il mulino; il
secondo l'asino; e il minore dei fratelli ebbe solamente il gatto.
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C'era una volta una Regina, la quale partorì un figliuolo così
brutto e così male imbastito, da far dubitare per un pezzo se avesse
fattezze di bestia o di cristiano.
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Marie-Chaterine d'Aulnoy
Racconti delle fate nella traduzione di Carlo Collodi:
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La Cervia nel bosco (La Biche
au bois)
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La Gatta Bianca (La Chatte blanche)
-
La Bella dai capelli d'oro
-
L'uccello turchino
-
Il Nano Giallo
-
La principessa Rosetta
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C'era una vola un Re e una Regina che stavano fra loro d'accordo come
due anime in un nocciolo: si amavano teneramente ed erano adorati dai
loro sudditi; ma alla felicità completa degli uni e degli altri mancava
una cosa: un erede al trono.
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Jeanne-Marie Leprince
de Beaumont
Emporio dei bambini (1757) nella traduzione di Carlo Collodi:
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La Bella e la Bestia (La Belle
et la Bête)
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Le tre voglie (Le Trois Souhaits)
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Il principe Desiderio e la pricipessa Delizia (Le prince Désir et
la princesse Mignonne)
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Il Principe amato
-
Il principe Avvenente
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C'era una volta un mercante che era ricco sfondato. Aveva sei
figliuoli, tre maschi e tre femmine; e siccome era un uomo che sapeva il
vivere del mondo, non risparmiò nulla per educarli e diede loro ogni
sorta di maestri. Le sue figlie erano bellissime; la minore soprattutto
era una maraviglia, e da piccola la chiamavano la bella bambina, e di
qui le rimase il soprannome di Bella, che fu poi cagione di gran gelosia
per le sue sorelle.
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Luigi Capuana (Mineo, Catania,
1839 - Catania, 1915)
C'era una volta (1882):
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Ranocchino
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Cecina
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I tre anelli
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Il cavallo di bronzo
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Serpentina
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Testa-di-rospo
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Piuma-d'-oro
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Mastro Acconcia-e-guasta
-
La figlia dell'Orco
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La padellina
C'era una volta un Re, che amava pazzamente la caccia, e per essere
più libero di andarvi tutti i giorni, non aveva voluto prender moglie.
...
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